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Ciao a tutti! Sto trascorrendo qualche giorno in Italia per ricordarmi cosa siano il sole e il caldo 🙂

Quello che segue non è un vero e proprio articolo, ma solo una piccola parentesi che apro più che altro per me stessa.

Una domanda per tutti gli expat che hanno cambiato paese: come vivete il partire e il tornare?

Quando lascio il Regno Unito mi sento molto attaccata a questo luogo: alle persone e anche alle piccole cose che in una giornata ordinaria non noterei nemmeno, e solo perché sembrano dirmi “sei arrivata fino a qui” e forse perchè rappresentano la mia vita “adulta”. So che questa non è davvero la mia “casa”, ma sono ancora molto affascinata da questo paese e mi fa sentire a mio agio.

Ogni volta che torno al mio paese nativo mi rendo conto che mi sono mancati il sole, i colori, il cibo e i giorni in famiglia. Mi sono mancati gli amici, gli animali domestici e i miei libri. Mi è mancato avere tempo per stare da sola con i miei pensieri e con tutto il giorno a disposizione per scrivere.

Tuttavia non mi sono mancati il pessimismo e la sensazione di non sapere in che direzione muovermi o cosa fare per risolvere i problemi qui.

Questo è ciò che andare e tornare significa per me: è la responsabilità e l’attaccamento a ciò che ho lasciato dietro di me e ciò che ho deciso di perdere quando ho preso la decisione di essere altrove per cercare “il mio perché”, pur accettando la nostalgia, il rimpianto e la libertà che vengono con questa svolta.

Poi me ne vado nuovamente e ricomincio la mia routine di belle e brutte giornate, senza un piano preciso.

Sentirsi in due luoghi significa per me essere incapace di stabilirmi da qualche parte, e questo è ancora ciò che sento dopo anni di lento allontanamento. Nonostante ci sia quasi abituata ormai, il paese nativo è ancora un luogo difficile che continuo ad amare ma a tenere lontano.

Ogni volta che torno al punto di partenza faccio un riassunto di ciò che è accaduto fino ad ora e penso a ciò che potrei fare in futuro (o continuare a fare). A volte credo di voler mettere radici da qualche parte, ma è difficile fermarsi perché quando si è partiti una volta, le possibilità di aprono di fronte a noi ed essendoci cosi tanto da fare e vedere, non si sa mai quando si vorrà svoltare pagina di nuovo.

Come vi sentite a questo riguardo? Come vivete l’andare e il tornare e cosa imparate da questa esperienza?

Se volete leggere un buon articolo sull’argomento (che ha anche ispirato la mia riflessione), vi consiglio di seguire questo link. L’autrice ha anche un blog molto interessante.

Grazie per aver letto fin qui e spero di non avervi annoiati, se volete condividere con me le vostre esperienze ne sarei molto felice!

Tornerò presto con un articolo sul linguaggio, quindi rimanete sintonizzati! 🙂

A presto.

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